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alla fine dico alla fisioterapista … e ora voglio fare l’ironman

Mia figlia nasce nel 2008, mi responsabilizzo e lavoro troppo.
Le uscite in windsurf si fanno più sporadiche, non più due volte alla settimana, come facevo prima.
Poi capita proprio una giornata col vento forte, vado, come se non ci fosse un domani!!
Chiaramente cado e sento crack alla schiena, i muscoli non sono pronti!

CRACK

Il problema non si manifesta subito, iniziano dolorini ogni tanto, che io ignoro e tengo solo per me, molto saggiamente.
Dopo un paio d’anni vado in bagno al mattino e … per tornare a letto devo chiamare Laura, mia moglie.
Da qui un delirio di ernia del disco di tre anni per trovare l’approccio giusto, che fortunatamente non richiede di essere operato.
Ma in contraccolpi psicologici sono forse peggio di quelli fisici!
La fisioterapista mi insegna gli esercizi con la gymball, che aiutano e rinforzare i cosidetti core muscles, ovvero i muscoli vicini alle vertebre in basso alla schiena, non si vedono ma solo moolto utili!
Tali esercizi richiedono quindici minuti a casa appena svegli per un anno.

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E come dire ai muscoli: “SVEGLIATEVI, SERVITE PER FARMI STARE IN PIEDI TUTTO IL GIORNO!!”.

Sono una persona cocciuta, e bisogna esserlo, perché altro che windsurf, qui si rimane bloccati per tutta la vita, niente passeggiatine con moglie e figlia, niente di niente.
Ero caduto nella tristezza più totale!

Alla fine dell’ultima seduta dico alla fisioterapista ….. “e ora voglio fare l’ironman entro il 2020″.

Avete in mente quel triathlon impossibile? Sì, quello.
Parto con un triathlon in agosto in Repubblica Ceca, ma quelli con la mountain bike senza le molle, perchè sono un originale …
Compro una bici da corsa ed una mountain bike un po’ in grazia e faccio tutto l’inverno iniziando l’allenamento per il triathlon, animato dal puro buon senso della gradualità.

Nel 2015 ho portato a termine ben quattro cross triathlon di lunghezza olimpica, tipicamente 1500m di nuoto, 30km di mountain bike con un bel po’ di salite, 10km di corsa sempre nei sentieri.

Nel 2016 l’11 giugno riesco a portare a termine l’Xgardaman Extreme (2000m nuoto, 56km mountain bike con 1800m di dislivello e 18km di corsa con 900m di dislivello) e poi partecipo il 25 giugno all’ ITU Cross Triathlon European Championship, svolta tutta nel fango e in parte sotto la pioggia.

11 giugno 2017: obiettivo ironman, più esattamente questo
http://challengevenice.com .
Il mio obiettivo non è fare il tempo, ho 45 anni e non voglio strafare, ma impegnandomi un poco negli allenamenti, e facendomi dare sapienti consigli da persone più esperte, rispetto al peso medio che avevo dai 20 ai 43 anni, sono calato di 7 chili e la mia forza resistente è incredibilmente aumentata, ma, soprattutto, il mal di schiena non ce l’ho più! Spero 🙂

Con diversi stratagemmi riesco a combinare i miei allenamenti con la logistica familiare quotidiana, e, ovviamente, alla sera sono stanco…
Grazie al supporto della famiglia tutto ciò è possibile!
Chiaramente non mi faccio mancare windsurf, scialpinismo, e quel che capita.

Xgardaman Extreme – 11 giugno 2016

Il cross triathlon, cioè il triathlon con la mountain bike
Trattasi di 2km di nuoto, seguiti da 56km in mountain bike con 1800m di dislivello e poi 18km di trail con 500m di dislivello.

 

Perchè lo faccio?
Non si sa, per rimanere in forma e per un gusto di sfida.

La preparazione
Mi sono fatto aiutare da un allenatore, il quale ha inizialmente cercato di impostarmi una tabella, ma poi, vedendo che non la seguivo, mi ha suggerito due semplici regole: 13 giorni di allenamento su 14 e ogni 10 giorni 2 ore di bici seguite da una di corsa. Eppoi occhio all’alimentazione durante la gara.
Insomma, le ho seguite alla perfezione, gestendo la logistica degli allenamenti nella vita quotidiana.
Ad esempio andavo al lavoro con la mountain bike passando dalle montagne. O prima di fare un trail di corsa in montagna mi facevo un giro in bici. Tutte cose giuste, senza mai strafare onde evitare infortuni, primo motivo di abbandono.
Sono anche riuscito nell’intento di non cadere con la mountain bike, secondo motivo di abbandono.
Insomma ecco il risultato!

Xgardaman a Toscolano Maderno
https://goo.gl/photos/Eg82ovHddWpWFpCd7

La conclusione
Mi mancava un pò di “gamba” nella mountain bike eppoi in discesa sono un po’ impedito, ma intanto senza strafare, né rischiare scioccamente di cadere, ecco che il risultato me lo sono portato a casa!

La mountain bike è bella anche se non plana

Pensavo che la mountain bike fosse una stronzata. Da windsurfista una cosa che non plana è inutile.
Il 2014 è stato l’anno in cui ho fatto il primo giro tosto coi pedali bloccati, ma senza ammortizzatori, grazie al mio collega detto Papà. Discesa di 1200 metri senza le manopole … alla fine avevo le mani con una riga rossa e non riuscivo neanche a chiuderle.
Ecco a fine 2014 la prima full, una bella Mondraker usata.

E mi faccio quattro cross triathlon nel 2015.

A fine 2015 la vendo e piglio la Specialized Epic … bellissima.
Si, perché anche se faccio cross country, voglio stare comodo, visti anche i problemi di ernia del disco.

E finalmente siamo alla gita di domenica 22 maggio per effettuare test Xgardaman Extreme, triathlon che mi preoccupa alquanto.
È più lungo di un mezzo Ironman, ma con la mountain bike.

Arrivamo precisi a quella che sarà la zona cambio.
Sì, invece di andare da solo, sono andato con altre persone, magari sono meno concentrato sulla prova percorso, ma almeno sono in compagnia e ne approfitto per conoscere nuove persone.
Effettuiamo il test della muta … sì, il Garda è come il mare!!
Partiamo con le mtb e, dopo qualche difficoltà, siamo sul percorso corretto, segnato alla perfezione.
Le prime salite sono ripide proprio e danno l’idea di come sarà il percorso, 27km e 900m di dislivello.
A parte uno che sfiamma via da solo alla velocità della luce (il suo soprannome infatti è Superman) siamo in tre.
Salitone a discesone si susseguono, difficili ma mai pericolose.
Il panorama è mozzafiato sul paesino e il lago sottostanti.

Ci vuole un po’ di allenamento, certo, sennò sarà più una sofferenza che un divertimento, ma ne vale la pena.

Verso la fine incontriamo un altro amico, per varie vicissitudini era un pelo in ritardo.
Non importa, siamo pronti per il secondo giro, intanto gli altri si rilassano al bar in spiaggia
(Attenzione, posto ideale dove lasciare le mogli).

Mangiata banana partiamo.
Belli convinti ecco altri 27km e 900m di dislivello.
Arrivati a metà la digestione della banana crea scompensi, ma stringiamo i denti e tiriamo dritto rallentando un pelo.
Concludiamo il giro e alle 18 partiamo, trovando un pò di coda.

Insomma, una bellissima esperienza veramente rigenerante e formativa un pò per tutti.
Siamo riusciti a provare il percorso alla grande portando a termine un’escursione abbastanza impegnativa di mountain bike, favoriti anche dal fatto di essere in compagnia.

Dai, forse la mountain bike ha un senso, anche se non plana.

Duathlon come pretesto per socializzare

Effettivamente ho cercato di farlo in compagnia, ma tutti avevano di meglio da fare: al che mi dico, io vado in bici e poi corro, qualcuno ci sarà pure in giro.

ore 6:00 – Como

Preparo con meticolosa attenzione la bici e la zona cambio

Mi dico, adesso o mai più, parto deciso a fare la frazione mountain bike senza timori (il tempo è perfetto e mi sento bene).
Poco prima di immettermi nella statale un moscerino mi si infila nell’orecchio sinistro, un po’ di panico mi coglie, mi affiorano alla mente quelle cose terribili degli egiziani in cui degli insetti maledetti non uscivano più dall’orecchio creando dolori insopportabili.
Effettivamente l’insetto non mi esce dall’orecchio, per quell’eternità probabilmente misurabile in decine di secondi.
Mi salvo quindi da una fine atroce e salgo da Como verso Albavilla lungo la strada, con l’idea di tornare dai monti.

Da Albavilla la salita sterrata dello Zoccolo è solitaria, non vedo il cerbiatto che quasi sempre fa capolino nella prima boscaglia.
Ad un certo punto raggiungo un tizio, lo saluto, si gira e mi fa: “io non ti conosco“, e allora gli spiego che sono abituato a salutare tutti.
Lo invito a venire con me alla baita Patrizi, ma lui rifiuta gentilmente visto che è diretto altrove.
Incontro lungo tale percorso un altro signore che ricambia il saluto, mentre trovo un gruppo di signori e ragazzi scorbutici, che mi ignorano completamente: saranno invidiosi che non hanno la bici??

ore 8:00 – monte Boletto

Arrivo nei pressi della cima del Boletto dove la foto è d’obbligo

La mia negazione per i sentieri non è sufficiente per perdermi, è proprio impossibile.
Arrivo in un attimo a rif. Boletto e da lì faccio il record, ebbene sì, della discesa fino a Como

record

ore 8:45 – Como

Arrivo in zona cambio verso le 8:45, appena un attimo prima della partenza della mezza maratona, il tempo di mettere la bici in macchina, puntatina al bagno, e sono sulla linea di partenza.

Sono tutti concentrati, invece io mangio il cioccolato.

Ed inizia, la corsa, fortuna che becco la mia prof delle medie e la facciamo tutta ad un’andatura ragionevole, senza forzare e godendoci il panorama, eh sì, perchè lo sport serve per socializzare, a cos’altro sennò?

La corsa è sempre la corsa – semplice e rilassante

I piedi vanno asciugati …

Ecco, il monocorona è tratto, mi sono autoincoronato, e dopo una scelta oculata sullo sviluppo metrico ho scelto la corona troppo grossa che semplicemente non glielafarò a spingere in salita.
Il lavoro ottimo è stato compiuto dal mio tecnico di fiducia Manuel.
Per chi non lo sapesse si toglie la doppia davanti con incredibili benefici in termini di peso e fantastici malefici per le conseguenze che ciò comporta.

Fa niente, questo è il destino, verifichiamo nel classico percorso Olgiate Comasco Albavilla – Capanna Mara – Erba

Gomme cross country ad alto indice di scorrevolezza, cioè vuol dire che scivolano sempre …
Giornata perfetta, il temporale arriva alle 18:30, ho tutto il tempo di arrivare al lavoro passando dalla capanna Mara, lavorare, tornare a casa.

Tutto ciò in teoria…

Primo tuono ad Albavilla, me ne frego.
Fino alla Trattoria Alpina vado su che è un piacere, ovvio … è poco ripido. Proseguo coi tuoni tonanti verso la Trattoria Zoccolo, tutto ok. Inizia lo sterrato, i tuoni ce li ho alle spalle, la montagna davanti a me è bella libera.
Faccio finalmente il tratto sterrato ripido, insomma, riesco!
Il test non è completo, ma fa niente vediamo di portare a casa la pelle.

Scendo a tuono in mezzo ai tuoni, sempre più vicini

Ultimo pezzo verso Erba sotto pioggia torrenziale, fantastico con le maniche corte.

Consiglio, dopo la doccia, di asciugarsi molto bene i piedi, sennò mettere le calze è un vero casino.

Percorso:

Ho scambiato la bocca per una porta usb

Non male, proseguendo per l’allenamento dell’11 giugno (gara lunghetta), mi dicono che devo fare 14 giorni di allenamento ed uno di riposo.
Ebbene sono al quinto giorno …

allenamento

Ed emergono i primi segni di scompenso!
Mentre tentavo, durante la colazione, di scaricare le attività sul pc,
invece della banana, cerco di mangiare la chiavetta dell’orologio.

usb
tentativo di mangiare la chiavetta dell’allenamento

Consiglio di avere sempre pronto l’aspirapolvere per salvare delle chiavette usb sporcate imprudentemente con porzioni di banana.