Il tempo libero

Se va così di moda essere saggi, comportarsi bene e fare progetti a luungo termine, è giusto anche programmare diversi giorni prima pure tutto il nostro tempo libero con ritrovi di ogni tipo, feste, ricorrenze, ecc ecc ?

Vorrei proporre un esercizio a tutti: basta impegni nel tempo libero, la regola è semplice, si decide il mattino stesso.

Pro: sarete più liberi
Contro: diventerete antipatici a molti

Ahahahah!

Ho scambiato la bocca per una porta usb

Non male, proseguendo per l’allenamento dell’11 giugno (gara lunghetta), mi dicono che devo fare 14 giorni di allenamento ed uno di riposo.
Ebbene sono al quinto giorno …

allenamento

Ed emergono i primi segni di scompenso!
Mentre tentavo, durante la colazione, di scaricare le attività sul pc,
invece della banana, cerco di mangiare la chiavetta dell’orologio.

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tentativo di mangiare la chiavetta dell’allenamento

Consiglio di avere sempre pronto l’aspirapolvere per salvare delle chiavette usb sporcate imprudentemente con porzioni di banana.

 

Piccola deviazione montanara per andare al lavoro

Mi sono messo in testa di partecipare ad una gara di triathlon l’11 giugno 2016, ed ecco l’espressione dopo la decisione …

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espressione convinta dopo aver deciso di partecipare al triathlon

L’anno scorso ho portato a termine quattro triathlon olimpici e quest’anno ho deciso di fare un bel mezzo ironman, sempre con la mountain bike.
Calma, si fa tutto con molta calma, eh ?

Si pone ora un tragico problema, devo riuscire a fare come nulla fosse 2000 metri di nuoto,  56 km di mountain bike con 1800 metri di dislivello positivo ed infine 17km di corsa con 500 metri di dislivello positivo.

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Quindi sono tragicamente preoccupato, visto che hanno messo tanto asfalto tra casa mia e il mio posto di lavoro.
L’asfalto va bene per la bici da corsa, per la mountain bike mica tanto.
Come faccio ad allenarmi ………

Prendo l’ardua decisione, faccio Olgiate Comasco, Albavilla, Capanna Mara, Erba.
Ecco! Come ho fatto a non pensarci prima!?!?

Consiglio di non vedere due film coi mostri dormendo quattro ore e mezza prima di fare la prodezza.
Ah, alla sera dopo il lavoro … altri 25 km.

Truc Blanc e il fungo velenoso

Si avvicina sabato e domenica, ho l’ultima uscita di due giorni di scialpinismo, quella decisiva.
Ma ho tosse, raffreddore e febbre e temo proprio di non farcela.
Non provo la febbre perchè porta sfiga, mi trascino tutta la settimana come uno zombie, salto tutti gli allenamenti ….
Insomma, sabato mattina alle 6 parto col gruppo organizzato in direzione Val D’Aosta.

Ecco il tragitto di sabato.

Ma cado probabilmente sotto l’effetto di un temibile fungo che esala una tossina …

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fungo velenoso che esala già da sotto la neve

Insomma gli undici chilometri vengono percorsi con parecchia fatica e caldo, per non parlare del fungo.

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torrentello allegro quasi primaverile
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montagna imbizzarrita, ma non pericolosa
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traccia facile facile di risalita
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rifugio Bezzi

A questo punto non resta che mangiare qualcosina e buttarsi di nuovo nella neve a fare la prova ARTVA.
Dobbiamo simulare il salvataggio di una persona sotto due metri di neve … che faticaaaaa scavare!!!!

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natura muerta … altre esalazioni ….

La serata è molto piacevole, anche se la mia cognizione delle cose è molto alterata dal fungo del mattino (o sarà la stanchezza??).
La notte passa in un lampo, 5:10 belli svegli!
Ecco il tracciato del secondo giorno, un totale di 8 ore e mezza per fare 1500 metri di dislivello e 18 chilometri e mezzo.

I panorami sono proprio mozzafiato.

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panorama mozzafiato (proprio!)
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boh

Insomma, è veramente fantastico poter conquistare questi posti così poco accessibili.
Riuscire a scendere in mezzo alla neve fresca, non spaventarsi neppure di fronte alla nebbia che cerca di farci perdere la strada.

E’ una sensazione indimenticabile l’ebbrezza di scivolare sparato con la splitboard senza capire assolutamente dove finisce la neve fresca e dove inizia la nebbia.

Consiglio di fregarsene di piccole indisposizioni, ma di amministrare le forze durante la risalita per arrivare in fondo in sicurezza.

 

Vin brulé analcolico

Ingredienti:
– scorza di mezza arancia non trattata
– 1 arancia spremuta
– scorza di mezzo limone non trattato
– 2 chiodi di garofano
– 1 stecca di cannella
– noce moscata grattugiata al momento
– 30 grammi di zucchero

Preparazione:
Con un coltello affilato sbucciare la scorza senza prendere il bianco, altrimenti diventa amaro.
Aggiungere tutti gli ingredienti in un pentolino e portare ad ebollizione per qualche minuto sciogliendo bene lo zucchero.

Servire:
Mettere in bicchierini piccoli, specialmente se volete farlo assaggiare ai bambini, stando attenti alla temperatura del preparato.

Generosa uscita … surfabile

Oggi, continuando il corso di scialpinismo, causa pericolo valanghe 4 forte, ci dirigiamo in Val d’Intelvi (percorso GPS in fondo al racconto) con i nostri amati colleghi con gli sci, mentre io mi ostino con la splitboard (vedere blog precedente per spiegazioni in merito).
Il paesaggio è incantevole già salendo con l’auto.
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Arrivati in località Bolla distribuzione ARTVA, creazione gruppo di salita, ed in un attimo eccoci a salire nel bosco.

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Effetto speciale donato dalla montagna Generosa
Dopo poco eccoci alla cima scialpinistica del Generoso, poco sotto a quella vera. Ahimè il versante sulla sinistra, bellissimo, è vietato, sempre causa pericolo valanghe, quindi ci tocca tornare sui nostri passi, facendo qualche scarpinata con la splitboard piuttosto impegnativa. Qui ahimè, qualche parolaccia infanga la neve bianchissima, quasi come un sacrilegio.
Scusa …

Ma proseguiamo senza requie risalendo in cima al Crocione ed ecco finalmente una fantastica surfata come si deve in una neve che inizia un pelino ad appesantirsi, ma è ancora assolutamente eccezionale!

Consiglio di scendere veloci in fresca facendo le curve impavidi stando belli bassi col baricentro, in tal modo andrete circa al doppio della velocità di quelli con gli sci (che comunque vi hanno seminato da tempo nel resto dell’escursione).

Scialpinismo con la splitboard! (nonsoperchè)

Non so perchè mi sono iscritto al corso di scialpinismo con la splitboard.
Ci andava un mio amico, poi avevo questa cosa in testa, si, tipo uno snowboard che si divide in due, si attaccano le pelli di foca, e si sale. In cima si riunisce, si tolgono le pelli, e giù!!
Ecco le fantastiche uscite, allego anche i percorsi casomai servano a qualcuno, i panorami sono proprio mozzafiato e si trovano facilmente su internet.
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Le sezioni “Consiglio di” sono pensate per aiutare i neofiti (tipo me!?)

NOTA
Mi chiede un maestro: “perchè usi quel coso? Hai qualcosa da espiare?”
Ed io: “tutti abbiamo qualche colpa, eppoi con gli sci ero già capace”
E’ da un anno che pratico lo snowboard e la prima fresca l’ho fatta la settimana prima dell’escursione di scialpinismo.

Alpe Devero, dove ho messo per la prima volta la splitboard ai piedi!
Avevo sempre usato una tavola di media qualità e bella rovinata, quasi sempre su pista, ed eccomi con la tavola nuova di pacca a 2300 metri.
Ghiaccio, terrore, e via!
Zaino trooooppo pesante, delirio. Non so come riesco ad arrivare giuù!
Consiglio di provare la tavola almeno una volta su pista e in fresca prima di salire sulla cima di una montagna.

Cima Salmurano: la prima nera!
Neve bella finalmente, si scia in frescaaaaaaa, i muscoliii, ma quanti ce ne vogliono a far galleggiare lo snowboard?? Chiaramente la stradina ghiacciata finale me la ricordo ancora, mi son distratto un secondo ed ho piantato giù una ginocchiata paurosa.
Consiglio di esercitarsi molto sulle stradine;
Consiglio di togliere dallo zaino tutto quello che non è strettamente indispensabile e quel poco che resta (pala, sonda, maglia di ricambio, guanti di ricambio, acqua, frutta secca, telefono, bussola, …) di posizionarlo il più in basso possibile.

Val Tartano: saper far scivolare la tavola!
Valle spensierata e poco pericolosa che consente di fare un’uscita anche in condizioni meteo un po’ critiche. Nella parte finale con lo snowboard bisogna saper far scivolare la tavola il più possibile onde evitare lunghe e terribile camminate.
Consiglio di stare belli concentrati in queste interminabili stradine altrimenti si fanno dei capitomboli fantastici.

Val Bedretto: la gara!!
Finalmente mi sono deciso a non mangiare il classico panino che appesantisce ed a tirare fuori l’atleta!
Vittoria, abbiamo superato tutti in salita, poi, non so perchè, alla fine siamo comunque arrivati ultimi al parcheggio alla fine della gita… mistero!?
Consiglio di fare sempre l’escursione con gente meno preparata di voi, sennò la pagate!!

Ultime due uscite in arrivo!!!

Opensurf Yourself in California

Siccome il mio collega andava a San Josè in California per ELC (conferenza di Linux), allora ero decisamente invidioso. Allora prenoto aggiungendo anche 2 gg di vacanza. Si avvicina la partenza e non ho prenotato ancora nessun posto per dormire, ma ho conosciuto diverse persone che mi hanno spiegato dove conviene andare a fare windsurf e surf.

Sdrammatizzo l’angosciante attesa allenandomi alla conferenza …

Decido di NON andare a San Francisco (l’ho già vista nei film) vado invece a Santa Cruz ad imparare il surf (it is “the original surf city”). Il viaggio in aereo, 2 scali, mi richiede 21 ore. Dormo e mangio tanto. Da Chicago a San Francisco conosco un signore, che poi si offre di accompagnarmi al motel vicino all’aeroporto, risparmiando così il taxi.

Il mattino dopo alle 5 sono sveglio come un pasqualino e vado a fare colazione al Mac Donald. Poi gironzolo un po’ per cercare il carica telefono puntualmente dimenticato, quello compatibile con le prese americane. Tante casette, ciascuna con davanti un paio di macchine. Il campo da baseball aperto a tutti, il club Boys&Girls con cartello welcome.
Tutto ciò dà l’idea di un paese che vuole fare (we are american, we do not plan, we do!!).

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Il tipo gentilissimo del motel mi accompagna a prendere l’auto a noleggio ( l’ho svegliato un po’ prima di come eravamo d’accordo e si è pure incazzato, ma gli ho promesso una recensione su booking ).
Ti danno il foglio col numero di dove è parcheggiata l’auto, le chiavi sono nella Toyota Corolla, bella.
Mi ritrovo poco dopo a Pacifica, vedo una GPS Surf Car, cioè un pickup con una tavola da surf che esce dietro, la seguo.

Arrivo a Pacifica beach, con molta gente in acqua che surfa le onde.

Fantastico!! Era il primo posto che avevo trovato su internet e che avevo scartato per l’hotel, praticamente in spiaggia, costava un delirio. Eppoi c’è solo ed esclusivamente la spiaggia. Lungo la costa, very rugged, vedo delle scogliere spettacolo con onde che si infrangono senza tanti complimenti.
Provo a chiedere informazioni, visto che il GPS non mi vuol far fare la strada della costa, e lo faccio a mio modo: auto in movimento, finestrino aperto sull’altro lato, signora che sta facendo benzina… Mi risponde così con enfasi e praticamente urlando
: “How are youuuu??????“.
Ovviamente insisto ed attengo l’informazione. Poi però voglio sconfiggere il GPS e così imposto “Less used roads”: è il destino della mia vita evidentemente.

Santa Cruz … pioviggina e fa quasi freddino.

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Faccio subito amicizia con un organizzatore, per il quale questo viaggio metà vacanza e metà lavoro “is a good combination”.
Vado avanti e indietro su w cliff road, ma nulla ….

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Ovvio, è un rimorchio che arriva quando serve sulla spiaggia con dentro tavole e mute.
E intanto c’è gente in acqua, tanti, è domenica.
Il tipo della scuola è un po’ scocciato, sono due ore in anticipo: il fatto che abbia prenotato da oltre oceano non mi arroga il diritto di distrarlo dalla preparazione (giusto!).

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Ma il tempo migliora. E la gente, imperterrita, continua a prendere le onde, una dopo l’altra. Ah poi ci sono una ventina di campi da beach volley, il luna park, l’area skateboard, le scuole di danza, ecc, ecc, l’inversità UCSC. Sì, gli americano sono appassionati di acronimi, tutto e veloce e si intendono al volo.
La lezione di surf è anche meglio di quello che pensavo, un po’ di teoria, 15 minuti, sulle tavole in spiaggia, e via… Il tempismo e la prestazione fisica sono tutto. “Paddle out shore”, affrontando delle onde che proprio non mi immaginavo (sembra di essere in un film). E quando ti prende bene in faccia mi butta indietro col tavolone beginners che mi può arrivarà tranquillamente in testa. Ma è abbastanza tutto calcolato, in base all’equazione conditions huge board be trained good instructor Prima onda … taaaacc , mi spinge con una forza irresistibile e salto in piediNon ci credo!!!! OK, ora posso anche tornare a casa..
Dopo tre ore sono disfato, doccia gelata in spiaggia. E becco quelli che ballano la salsa in spiaggia, figaaata!

Poi

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ancora spiaggia, tenteeeeennn. Saranno le 8, magari è il caso di pensare a dormire.

L’ostello è meglio di un hotel, è organizzato a cottage, chiaramente con soggiorno, cucina, wifi free

Uscendo trovo un signore, austriaco, trasferitosi da anni in USA, che ora è in pensione e fa il volontario presso l’ostello.

Mi fa capire che trovare lavoro a Santa Cruz è molto difficile, ma nei dintorni si può. Più punti in alto e più devi essere bravo, gli americani sgamano subito i venditori di fumo. Attenzione scopro che in California la marijuana è consentita, cmq a me non interessa.

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Spesso e volentieri in giro si vede e si sente gente che fuma, pare la cosa più naturale del mondo.  Il signore in pensione mi indica un ristorante cinese, dice che è quello che costa meno. Buona brodaglia di verdure, bella sana!! Uscendo il giorno dopo al mattino dall’ostello lancio il saluto surf ad un ragazzo che sta tornando verso le 8:30 a casa, tavola sotto braccio, piedi nudi. Lezione di surf oggi è alle 4pm (in Italia si direbbe alle 16, come se fosse possibile confondere la notte col giorno … ma come siamo poco pratici rispetto agli americani). E’ lunedi e c’è molta meno gente in giro, ma già alcuni si allenano a beach volley, altri corrono. Sul molo ci sono le foche e i leoni marini.

I video che carico su facebook mi fanno terminare in un attimo i 100MB per tre giorni. Meglio così!! Dopo aver restituito l’auto cerco un posto dove fare colazione, vedo delle bici, con manubrio alto e largo tipo corna di bue e chiedo per il noleggio. Costicchia, ma gli faccio, “prima faccio colazione”. Dove posso andare? Lui mi fa:”room 210″. Mi pare strano, ma trattasi di un comprensorio con tante stanze, trovo l’area per la colazione e chiedo a quella delle pulizie se posso pagare a lei per la colazione.

Lei non capisce e procedo, mangiando una valanga di cose buonissime, pensando che fosse incluso nel noleggio bici. Poi chiaramente scopro che il tipo pensava fossi dell’hotel e che le bici le può dare solo ai guest. Pace, io intanto ho fatto colazione. Faccio anche finta di mostrarmi interessanto all’hotel.
Torno in spiaggia e faccio la ginnastica, una specie di pilates, per la schiena per i ‘core muscles’ (mi serve per prevenire i problemi dati dall’ernia di quattro anni fa). 

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Magno una specie di frutti di mare sul molo, birrazza, con davanti a me quelli che surfano.

La tipa del ristorante mi fa: “the guys like you are all over there!!!” classico modo degli americani di stuzzicarti un po’ e metteri alla prova.
Mi avevano anche fatto credere che il loro distributore dava vino gratis, ma era solo la pronuncia californiana … water = wine.
Sono le 2, mi piazzo sul bagnasciuga, sfruttando la pendenza pronunciata, lo zaino sotto la testa. Dormo. Curiosamente non sono stato raggiunto dalle onde.

Sono le tre e mezza ed è ora di surf! Lezione più bastarda oggi, anche se c’è qualche onda in meno e meno gente in acqua. C’è il capo di Ed surf, quello ha insegnato ai marines, per intendersi. Bello magro sul SUP.
Sprona tutti al paddling “Go off! Here is where the waves die, is shit!!!. Turn on, (cioè on-shore, verso la spiaggia), and paddle paddle paddle, than pop-up.” Becco tre onde, una sto su un mucchio, veramente bello, la prossima volta sarà in Liguria con la tavola di mia figlia, che in reltà per ora uso io, perchè lei deve ancora imparare a nuotare.
Il surf è proprio un modo di smaliziarsi col mare.. Ad un certo punto vedo una cosa nera… sì: sto surfando con una foca!! spettacolo!!! Siamo da 4 ore in acqua quando il tipo si decide a portarci a riva. Facciamo il castello, incrociando tra loro tutte le tavole a 90°, aspettando l’onda dello shore break per darci l’ultima smaliziata finale. Spariamo un po’ di cazzate nell’attesa, quasi pensando che l’onda non arrivi più. Invece arriva e in un attimo 8 persone e tavole, 8 leash, tutti aggrovigliati dopo essere stati sbattuti sulla spiaggia, assieme alle tavole lunghe 3 metri. Bello, scemo, ed imprevedibile, ma bisogna imparare, perchè quando capiterà veramente bisognerà saper reagire! e non spaventarsi o rimanere ad aspettare la seconda onda. Doccia gelata ancora, pappa al Betty’s di Pacific road, downtown.
Faccio una strada nuova per andare in centro e sento un rumore familiare … è un’area skateboard.

Sto facendo delle foto e un ragazzo mi fa “what are you doing?”. In breve scopro che è qui in vacanza dall’Oregon e mi può vendere una tavola, ma ho dubbi di poterla portare come bagaglio a mano. Il bar Betty’s s pronuncia badii, d’altra parte se non lo sanno loro come si pronuncia il nome dei loro bar …. Hamburger buonissimo!! Altro che quello che mangio di solito in Italia. Arrivo distrutto in ostello e conosco un tipo col pc, molto simpatico. Si occupa dei media legati agli eventi surf delle massive waves (le disegna pure), nello specifico Maverick, onda di 15 metri, presso half moon bay, lì vicino. L’onda arriva ogni tanto e può essere prevista abbastanza solo 24h prima. Nel 2008 aveva perso il lavoro perchè l’onda non era arrivata (hanno aspettato per alcuni giorni…).
Al mattino alle 5 praticamente mi devo vestire e preparare tutto in soggiorno, col classico ragazzo che dorme abitualmente sul divano con la luce accesa.. chissà perchè!?
Il letto ce l’ha! L’autobus per San Jose costa 5$, ma io pago 10$ perchè devi avere i soldi giusti. Questa è l’america, dove devi capire le regole del gioco ed adattarti in ogni momento, sennò ciccia, diventi un povero diavolo in un attimo. Sono alla conferenza di Linux Embedded (roba software) con larghissimo anticipo, saluto quelli che conosco, e arriva il mio collega.
Vado a conoscere un po’ di espositori e, sì, qualcosa di nuovo lo imparo, ma soprattutto bisogna pensare in modo positivo, americano, portare quindi un pizzico di america in Italia, strategia e forza. Imparo tante tante cose e cerco di piazzare un paio di cv, andando a istinto: un posto dove si fa surf e o windsurf. Trovata pure un’azienda interessante vicino a Columbia Gorge, un fiume, si un fiume, in Oregon, dove c’è il vento più forte del mondo, pauroso!! Seratona al pub a mangiare l’hamburger, guardando i play off dell’NBA, non ce la possiamo far mancare. La zona di San Jose è piena di palazzoni, tenuta bene, molto funzionale al lavoro ed al divertimento serale.
Meno dal punto di vista paesaggistico, mica siamo a Santa Cruz. L’ultimo giorno di conferenza seguiamo un primo talk interessante su Android, ma subito il secondo rischia di farci cadere nella tristezza e quindi basta un’occhiata e via! San Francisco!! Il tram che sale e scende dalle famose salite esiste veramente!!

E’ una giornata di sole terribile, ma siamo temerari e spegniamo l’arsore sbevazzando delle birre e magnando una piza bella carrozzata.
Ed ecco la foto di San Francisco, dove tutto è normale, anche la libertà !!

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Tornati quindi a San Josè vedo delle vetrine “Techshop: build your dreams here.

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Ci sono tavoli con computer, saldatore, seghe, trapani, cacciaviti… in pratica ci sono attrezzature per realizzare quello che si vuole, dall’app al mobile di legno, imbarazzante!! Siamo o non siamo nella Silcon Valley!?
Ripensando alla mia vacanza “opensurf yourself: la California” (open=comunicare, surf=divertirsi, yourself=your skill) direi che è venuta bene. Ora resta solo applicare questi insegnamenti alla vita, partendo da domani.

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